Dieta del gruppo sanguigno. Che cos'è? E cosa c'è dice di vero?

Come funziona la dieta del gruppo sanguigno? Cosa prevede? Cosa dice di vero? Ecco l'approfondimento del nostro Biologo nutrizionista Paolo Gozzo

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Questo tipo di dieta è stata ideata e promossa dal Dott. Peter D'Adamo, naturopata americano di origine italiana. Si basa sul fatto che ogni individuo deve seguire una particolare alimentazione in base al suo gruppo sanguigno. Il gruppo sanguigno non è altro che una classificazione basata sulla presenza o meno di un determinato antigene (glicoproteina) sulla membrana plasmatica degli eritrociti (globuli rossi). Nel sistema di classificazione più conosciuto (AB0) distinguiamo 4 gruppi differenti:

·         Gruppo 0: gli individui di questo gruppo non presentano alcun antigene di membrana. Pertanto sono considerati donatori universali e possono donare a chiunque ma riceve soltanto da individui di gruppo 0

·         Gruppo A: gli individui di questo gruppo ricevono solo da A e 0

·         Gruppo B: gli individui di questo gruppo ricevono solo da B e 0

·         Gruppo AB: gli individui di gruppo AB sono considerati ricevitori universali, in quanto posso ricevere da A, B, AB e 0 ma possono donare soltanto ad individui di gruppo AB.

 

NB: Nel discorso non abbiamo considerato il Fattore Rhesus (Rh), ossia una serie di proteine idrofobiche non glicosilate, presenti o meno nella membrana eritrocitaria.

Fin qui nulla di strano. La scoperta dei gruppi sanguigni risale a più di un secolo fà, nel 1901, ad opera del Biologo e Fisiologo austriaco, naturalizzato statunitense, Karl Landsteiner. Il Sig. D'Adamo parte dal presupposto che la differenziazione degli individui sulla base del loro gruppo sanguigno sia un fattore determinante da tenere in considerazione quando si imposta un piano alimentare. In altre parole, secondo questa visione, ogni individuo deve mangiare determinati cibi ed eliminarne altri. Inoltre, in base al gruppo sanguigno, si può anche determinare il tipo di attività fisica e stile di vita da adottare. Facciamo alcuni esempi:

 

·         Gli individui con gruppo sanguigno zero sono cosiddetti “cacciatori”, ossia derivano da antenati che vivevano di caccia. Per questo motivo hanno un fisico atletico e hanno una predisposizione a mangiare cibi di origine animale (carne). Sono sconsigliati latte e latticini, legumi e cereali. Inoltre, poiché l’attività del cacciatore è molto pesante, queste persone dovrebbero svolgere attività fisiche pesanti;

·         Poi abbiamo gli individui con gruppo sanguigno A, eredi degli agricoltori, che dovrebbero consumare alimenti vegetali e cereali e limitare il consumo di carne. In aggiunta dovrebbero svolgere attività fisiche rilassanti (come lo è l’attività di raccoglitore dei suoi antenati);

·         Gli individui B sono i cosiddetti “nomadi” e sono gli unici che possono consumare latte e latticini liberamente. Si sconsiglia l’uso di alimenti ricchi in conservanti e zuccheri semplici e l’attività fisica consigliata è di tipo leggero;

·         Infine, gli individui AB sono descritti come “enigmatici” e sono evolutivamente più avanzati rispetto agli altri (scommetto che il Dott. D’Adamo è di gruppo sanguigno AB!) e la loro alimentazione e attività fisica è a metà tra quelli di tipo A e B, con moderazione nel consumo di latticini.

Cosa c’è di vero in tutto questo? Nulla! E' un ragionamento privo di ogni fondatezza scientifica.  Inoltre i danni che può causare una dieta iperproteica e priva di calcio all’apparato scheletrico sono degni di nota. Non c'è alcun motivo di pensare che il gruppo sanguigno possa influire sulle scelte alimentari, né tantomeno sul livello di attività fisica da effettuare. Prestiamo attenzione quando decidiamo di intraprendere una dieta e facciamoci seguire da professionisti esperti (Medici, Biologi e Dietisti), i quali sapranno consigliarci al meglio, elaborando un Piano Alimentare Personalizzato, adatto al nostro stato fisiologico e patologico.

 

Paolo Gozzo

 

Bibliografia:

D'Adamo PJ, Whitney C. 2013. L'alimentazione su Misura. Pickwick editore
Silverthorn DU. 2010. Fisiologia umana. Un approccio integrato. Pearson Editore