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Europa: piu’ auto elettriche contro lo smog

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Per ridurre le emissioni di Co2, l’Europa ha bisogno di portare su strada piu’ auto elettriche e piu’ auto ibride. E il mercato delle auto potrebbe presto cambiare

Nel campo delle auto elettriche qualcosa potrebbe presto cambiare. Il mercato potrebbe svilupparsi prima di quanto previsto, portando alla realizzazione di una rete di gestione e di rifornimento nazionale ed europea e, soprattutto, portando ad una conseguente e sensibile diminuzione dei Pm10 nell’aria. Il Vecchio Continente, infatti, ha una grande urgenza: diminuire le emissioni di Co2, per garantire il diritto alla salute ai cittadini e per combattere lo smog, l’effetto serra e i cambiamenti climatici in atto.

L’Europa non può più attendere: combattere l’inquinamento atmosferico deve essere uno dei suoi obiettivi principali.  E tra le soluzioni per ridurre lo smog ci sono le auto elettriche: il Vecchio Continente  ha bisogno di portare più auto elettriche e ibride sulle sue strade se vuole riuscire a ridurre le emissioni di Co2 generate dalle quattro ruote. A proporre questa come soluzione allo smog è uno studio commissionato da Greenpeace e Transport & Environment alla Ricardo-Aea, una società di consulenza britannica specializzata nella sostenibilità ambientale.

Lo studio che vede la diffusione dell’auto elettrica come soluzione allo smog sostiene che l’Europa potrebbe raggiungere l’obiettivo di 70 grammi per km di emissioni di Co2 entro il 2025, a patto che le nuove auto vendute si dividessero equamente tra ibride e convenzionali. E i cittadini si ripagherebbero i costi extra per l’acquisto di un veicolo ibrido, si legge nello studio, in meno di tre anni grazie al risparmio sul carburante. Lo stesso obiettivo sarebbe possibile anche se il 7% delle auto vendute fosse di tipo elettrico e solo il 22% ibrido. Per ridurre le emissioni a 60 grammi per km sempre entro il 2025, invece, le auto elettriche vendute dovrebbero essere il 24% del totale.

Un grande sviluppo del mercato dell’auto elettrica si attende, quindi, nei prossimi anni: ‘La grandi trasformazioni sul mercato sono indotte dai bisogni. – ha affermato Andrea Baracco, Automotive Advisor dell’associazione Nuvola Verde – Qui c’è un bisogno legato alla salute pubblica e, per questo, laddove le aziende automobilistiche che producono auto elettriche hanno il prodotto ma sono timide all’approccio con il mercato, saranno le istituzioni a incentivare in maniera molto forte per la vendita. Le istituzioni faranno, quindi, dei dispositivi di legge per orientarci verso uno sviluppo del mercato dell’auto elettrica’.

Un ulteriore motivo per cui le istituzioni spingeranno per uno sviluppo del mercato dell’auto elettrica saranno anche i procedimenti penali a cui saranno soggete se non combatteranno lo smog e non garantiranno il diritto alla salute. ‘Sono in corso diversi procedimenti penali contro le istituzioni italiane e regionali per non aver adottato delle misure capaci di diminuire le emissioni di Co2 e di Pm10. All’ex sindaco di Firenze Domenici si contesta lo sforamento di Pm10 per gli anni 2005, 2006 e 2007. Anche le istituzioni Palermitane dovranno rispondere alla Corte d’appello di Parlermo per sforamento di Pm10 negli anni che vanno dal 2002 al 2009. E la stessa Italia, con una sentenza del 19 dicembre 2012, è stata condannata dalla Corte di Giustizia della Commissione Europea per superamento dei limiti di polveri sottili negli anni 2006-2007. In campo penale si aprono, quindi, delle strade per condannare un comportmaneto non adeguato delle Istituzioni rispetto al tema smog’, ha dichiaratao l’avvocato Riccardo Salomone. 

 (gc)

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