In che modo il colore giallo può influenzare il nostro stato d'animo

Per molto tempo è stato detto che il giallo è un colore che provoca irritazione e ansia: è davvero così?

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Secondo Leatrice Eiseman, specialista di colore e direttore esecutivo del Pantone Color Institute (PCI) non è vero quello che si dice sugli effetti negativi che il giallo provocherebbe sul nostro stato d'animo. Se si fa una ricerca in rete, insieme a qualche risultato di effetti non negativi, ci si troverà di fronte a un pletora di cose del tipo che se si guarda il giallo troppo a lungo si diventata ansiosi e irritati, che i bambini hanno più probabilità di piangere nelle sale gialle o di giudicare male un compagno che gioca con questo colore. 

A quanto dice la Eiseman sarebbe tutta colpa di un certo Carleton Wagner, direttore di una scuola per persone interessate al colore, che non amava il giallo e che ha fatto di tutto per procurargli una cattiva pubblicità.

Secondo le ricerche che la direttrice esecutiva del PCI ha condotto negli ultimi 30 anni, invece, facendo associare parole ai colori a migliaia di persone, le prime cose che vengono in mente quando la gente vede il colore giallo sono: sole, calore, allegria, felicità e talvolta anche giocosità. Chiaramente, questo nasce dall'associazione più evidente del giallo, quella con il sole, che ci sveglia, ci tiene al caldo, ci permette di stare all'aperto e di far crescere le nostre piante – in realtà il sole è bianco, ma noi lo percepiamo come giallo o arancio, perché questi colori hanno lunghezze d'onda più elevate.

Quello che è importante, secondo la Eiseman, è che, anche se ci sono stati pochi studi conclusivi su come il colore giallo colpisce le persone biologicamente, l'umore generale che accompagna il colore è in gran parte positivo, talmente positivo da poter migliorare la «depressione» stagionale che accompagna l'arrivo dell'inverno, secondo le sue ricerche. Infatti, alle persone che hanno questo disturbo affettivo stagionale viene consigliato di indossare occhiali con le lenti gialle, perché bloccano i raggi di luce blu – che producono melatonina nel corpo e spingono a dormire – e rendono il cervello reattivo alla luce del sole.
Altro che ansia, irritazione e crisi di pianto, insomma.

 

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